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LA NASCITA DI SOFIA


Io e tuo papà avevamo giocato a carte quella sera, interrotti tra una sc
ala e un tris dalle contrazioni… ogni 8minuti, ogni 10 minuti… irregolari e ancora lievi, come mi capitava  ormai da qualche giorno. Ero o meglio eri“in ritardo” sulla data prevista di 6 giorni, che avevo riempito guardando la luna compiere i suoi giri intorno alla terra, ballando come facevo nella mia camera a 16 anni, eseguendo la digitopressione sui punti dell’agopuntura e camminando bucolicamente per ore nei boschi…. Niente, non era ancora ora per te!

Andai a dormire guardinga, dentro di me forse qualcosa (o qualcuno? ) sapeva che quella era la notte prescelta. Fui svegliata da una contrazione ben più forte di quelle avute fino a quel momento, quindi decisi di spostarmi sul divano, fedele compagno delle mie notti nelle ultime settimane di gravidanza. Fu la mia nave nella prima parte della notte. Aggrappata a lui cavalcavo quelle che avevo immaginato essere delle onde, che con il mio respiro cercavo di accogliere e lasciar andare. La mia parte razionale non mollava e continuavo a tenere tempi e controllare la durata delle pause…. ancora troppo irregolari, forse non è ancora il momento? Tra qualche sonnellino e un dolore sempre crescente si fecero le 5 enon sapendo se quel dolore era “il” dolore che avrei dovuto provare decidemmo con tuo papà che era il caso di chiamare l’ostetrica. Chiara rispose subito e dopo essersi informata su tempi e intensità delle contrazioni ci disse di stare tranquilli, tutto era nella norma e lei sarebbe arrivata di lì a poco. Da quel momento perdetti la concezione del tempo che per me era oramai scandito solo da quella magnifica Pausa, tra una contrazione e l’altra… Chiara arrivò e lei e tuo papà cercarono di farmi mangiare e bere qualcosa in vista dello sforzo che mi aspettava. Nulla, non riuscivo a trattenere niente, il mio corpo era impegnato in un’unica, sacra missione: prepararti la strada. Tutto il resto non contava.

Arrivarono e passarono via via le contrazioni che, come una tempesta magnifica – mi veniva in mente il quadro di William Turner, con la sua sconvolgente potenza – mi travolsero, lasciandomi ogni volta più stanca. Al corso preparto Chiara ci aveva insegnato un canto per accompagnarle e io avevo letto che aprire la bocca era utile anche per aprirsi e così,intonai il mio canto…a..aaa….aaA…AAA…Aaaaaa…aa…a… e ladddove non arrivava la mia voce, rotta dal dolore, quella dolce e rassicurante di Chiara faceva il resto, sostenendomi e incoraggiandomi…Una delle contrazioni più forti mi dilatò di parecchi centimetri e ruppe finalmente il sacco amniotico  e con esso uscì  l’acqua che ti cullava da nove mesi… si avvicinava il momento. Tutto stava avvenendo più velocemente ma anche più intensamente di quanto immaginassi.

Mi spostai in acqua, dilatata ormai di 7centimetri e li feci l’ultima parte del travaglio. Daniele, forte e dolcissimo compagno di viaggio, mi sosteneva con le braccia e con gli occhi: fu la morbida roccia a cui mi aggrappai per non venire travolta da quella potenza. Raggiunsi la dilatazione completa e Chiara mi chiese se avevo voglia di spingere: sìììì! Non vedevo l’ora di diventare attiva, di essere parte di questo processo dando il mio contributo di volontà e forza. Credo sia stato allora che, soavi e luminose come angeli, siano arrivate le altre due ostetriche, Gisella e Simona. Nonostante non riuscissi a condividere il mio dolore, sempre, per tutto il tempo, mi sentii sostenuta, capita e protetta da queste meravigliose presenze intorno a me che con delicatezza e riguardo ti sentivano il battito a ogni contrazione.  

L’ultimo tratto del viaggio ci vide protagoniste di un incredibile e meraviglioso lavoro di squadra: tu ti cercavi di fare strada, un passetto alla volta, incoraggiata e sostenuta dalla mie spinte. Facevi piano perché non volevi farmi male, non volevi lacerarmi. Quando Chiara ebbe la felice intuizione di chiedermi se volevo sentire la tua testolina rimasi incredula nel toccare i tuoi finissimi capelli… ma allora c’eri davvero! Eri lì, eri tu e stavi per uscire. Fu un momento di sconvolgente consapevolezza che mi diede quella forza che pensavo di aver terminato nelle spinte precedenti. Ci vollero ancora alcune contrazioni per far uscire la tua testolina… Ti chiamavo… “Sofia!! Ti prego amore mio, esci!” ti ricordi?

E tu uscisti. Prima la tua testolina e poi, dopo quella che mi parve un’eternità nell’attesa di quell’ultima contrazione, quella conclusiva, arrivò anche il tuo magnifico

Chiara, con una velocità e destrezza da vera esperta, ti consegnó nelle mie braccia, sul mio seno. Mi auguro solamente di non dimenticare mai la sensazione tattile che provai abbracciandoti: mi sentii sprofondare nella tenerezza, nella dolcezza e in quel momento ti diedi il benvenuto su questo pazzo pianeta, ti dissi di non preoccuparti, che andava tutto bene, che ci sarei sempre stata, che ti avrei protetto sempre.

 

Con uno sguardo che mi sarei aspettata di vedere sul volto di un vecchio saggio eremita e non certo in un neonato di pochi minuti, mi risposi che avevi capito, che sapevi che tutto sarebbe andato bene, che eri contenta.

Tuo papà era sconvolto dalla felicità, incredulo di fronte alla tua perfezione e credo, anche, orgoglioso e meravigliato di me.

Arrivarono i nonni a darti il benvenuto e il resto della giornata lo passasti nelle braccia del papà, perché io mi affidai alle mani delicate e sapienti delle ostetriche che mi accudirono come solo il femminile è in grado di fare.

E in quel momento mi sentii un anello, parte del mondo, della storia.

Io, come Eva.

I ringraziamenti non bastano per quelle tre anime gentili di Chiara, Gisella e Simona, ma grazie è l’unica parola di cui dispongo per esprimere la mia infinita riconoscenza!

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La nascita di Luce...e della sua preziosa placenta


È l'una  di notte del 5 agosto quando iniziano le contrazioni ad intervalli di 3 - 5 minuti, chiamo Chiara che in tempo zero arriva a casa nostra dove abbiamo deciso di fare il travaglio.Mi visita e sente il battito…la dilatazione è di 2 centimetri.

La notte è molto calda, le finestre sono tutte aperte e il ventilatore in camera è acceso. Ad ogni contrazione uso la vocalizzazione intonando principalmente le vocali “a” “e”. Trascorse due ore riempio la vasca da bagno con acqua tiepida e mi immergo per una bella oretta. L’acqua mi rilassa a tal punto che tra una contrazione e l’altra riesco anche ad assopirmi. Andrea, il mio compagno, dopo aver capito che tutto è sotto controllo e io non desidero nulla in particolare, crolla in un sonno profondo. Alle 5.30 del mattinoquando si sveglia, Chiara lo informa che manca ancora un po’ per raggiungere la dilatazione prevista e andare in ospedale; quindi provvede a fare un caffè. Verso le 6 apro le persiane, il sole sta per sorgere, il cielo ha sfumature di colori intensi, dall’arancione al rosso vivo e in cuor mio penso che questo sarà il più bel giorno della mia vita. XXAlle 8.30 si parte per l’ospedale. Dopo l’accettazione in pronto soccorso ci dirigiamo verso la sala partodove vengo accolta da una gentilissima ostetrica che mi fa il tracciato e verso le 9 arriva la ginecologa a visitarmi. Il travaglio continua e le contrazioni sono sempre più forti ma alle 10.57 mi dicono di dare l’ultima spinta ed ecco uscire il mio miracolo: Luce! Sono a carponi sul letto, ad Andrea, che mi è vicino, chiedo il sesso e lui, emozionato, esclama: “E’ una femmina!

Luce viene subito adagiata sulla mia pancia, ha gli occhietti aperti e belli vispi, la pelle è color rosa porcellino ed è vellutatissima (non dimenticherò mai questa sensazione di contatto!). Rimaniamo in sala parto per circa 3 orette e dopo mezzogiorno mi portano anche il pranzo che condivido con Andrea. Alle 14:30 ci dirigiamo verso il reparto di pediatria per la visita e alle 16:30eccoci finalmente a casa nostra. Con noi, all’interno di una borsa frigo, c’è la “sorella” placenta che è stata utilissima nei primi giorni post partum. Appena entrati in casa, nonostante l’enormefelicità di essere in tre, avverto un po’ di stanchezza che allevio subito mangiando un piccolo pezzo di placenta con un po’ di succo di frutta (proprio come prendere una pillola!). Nonostante il torrido caldo di agosto la forza che acquisto è incredibile, infatti grazie a questa sorta di integratore energetico non avverto più la debolezza fisica  causata dalla pressione bassa. Nei giorni seguenti Chiara viene a visitarmi e, per accelerare la guarigione, ogni volta taglia piccole fettine posizionandole sui punti che mi hanno dato in ospedale, ma anche sul capezzolo sinistro che è stato “morso” malamente alla prima poppata. Durante la gravidanza avevo letto un libro sui vantaggi dell’uso della placenta e mi sembravano inverosimili poi provandoli sulla mia pelle mi sono ricreduta anzi,penso che ogni donna dovrebbe conservare la placenta e considerare i benefici che  possono derivarne dall’uso terapeutico, anche nel corso del tempo.

Essere seguita con attenzione durante la gravidanza con un buon corso pre-parto è fondamentale per affrontare al meglio il travaglio-parto e non solo. Per questo mi sento in dovere di ringraziare Chiara che con la sua empatia e professionalità è riuscita a darmi tutto ciò di cui avevo bisogno in ogni tappa di questa stupenda avventura.

Un grazie infinito anche ad Andrea che ha sempre assecondato le mie esigenze e mi ha sostenuta nei momenti più difficili.

 
Ed ecco che è MARTINO!!

Questa è la nostra storia, la nostra nascita. Tutto inizia con il test di gravidanza, un mattino di luglio. Un bambino era nei nostri progetti, ma non pensavamo arrivasse così in fretta. E invece le due lineette rosa sul test di gravidanza ci sono al primo test. Ma io, pur sapendo inconsciamente che quelle linee erano vere, non vedevo l'ora di incontrare Chiara, ostetrica, cognata e anche amica.

Appena dico a Chiara del test mi abbraccia e mi dice “che bello, sei incinta!”. Ed ecco l'inizio del nostro percorso.

Io e Mite abbiamo da sempre pensato al parto in casa, volevamo viverci il momento in modo naturale, ma soprattutto in tranquillità, senza dover pensare a nulla, con le persone che ci saremmo scelte durante il nostro percorso. La gravidanza non mi ha mai dato problemi, stavo bene, ero tranquilla, sapevo che sarebbe andato tutto bene. L'unica cosa di cui avevo paura era che Chiara non sarebbe potuta venire al mio parto: anche lei era incinta. Fino al giorno del parto speravo che mio nipote aspettasse a nascere. E il mio desiderio fu esaudito.

E' il 24 marzo quando vado a dormire, ma dopo un ora, a mezzanotte, mi alzo per andare in bagno, e sento un leggero bagnato... forse mi si sono rotte le acque. Finalmente scoprirò chi c'è nella pancia, non sapevamo se sarebbe nato un maschio o una femmina. Con tutta calma torno in camera e dopo qualche minuto decido di svegliare Mite, dicendogli “non sono sicura, ma mi sa che è ora...”. Il percorso fatto con Chiara, Gisella e alla fine anche con Noemi (le tre ostetriche) ha fatto si che anche mio marito, ansioso per tutto ciò che concerne l'ambito medico, fosse tranquillo e sicuro.

Mite va in bagno, mi prepara la vasca con l'acqua calda, mette la musica che avevamo scelto insieme. Intanto chiama Gisella e gli dice che ho rotto le acque, ma subito non ho contrazioni regolari. Queste non tardano ad arrivare e farsi sentire molto ravvicinate. Alle 2.00 Gisella parte, ha un viaggio di un ora da fare prima di arrivare da me. Intanto mio marito cerca di gonfiare la piscina da parto, ma Chiara si era dimenticata di darci la pompa per gonfiarla! Allora chiamiamo Chiara e poco dopo arriva mio cognato a portarla nel cuore della notte. Ok tutto è perfetto. Mancano solo le ostetriche. Io continuo a sentire dolore, ma sono tranquilla. Nella vasca da bagno canto, faccio come mi aveva insegnano Chiara, provo a seguire le contrazioni con la lallazione. Mi sento ridicola, con la paura che i vicini ridano di me che alle 2 di notte canto. Ma continuo. Mi sento meno ridicola quando arriva Gisella, non mi dice niente, si siede vicino a me nella vasca da bagno e si mette a cantare insieme a me. Un emozione che cresce ancora di più. Non siamo solo più noi 3 da soli. Ora ci sono anche le ostetriche che ci aiuteranno. Gisella mi ha chiesto se mi può visitare. Esito della visita positivo, 9 cm di dilatazione e collo quasi appiattito. Gisella mi dice che va a chiamare Chiara e Noemi perchè pare che io sia già avanti con il travaglio. Intanto io vado nella piscina e arriva Chiara. Non capisco subito che c'è lei, ma appena mi viene vicino capisco che è Chiara, che è li con noi, che non ha ancora partorito e che può starmi vicina. Ora è davvero tutto perfetto, tutto come volevo io. Alle 6 arriva Noemi, io sono inginocchiata nella vasca, Chiara con la sua pancia mi è vicina. Gisella mi massaggia la schiena. Mi dicono che sia io che il bimbo ci siamo rallentati un po' che non era ancora ora per lui di nascere e che io mi sono rilassata “troppo”. Intanto Noemi scrive il diario del parto, minuto per minuto cosa accade, non vedo l'ora di leggerlo. Come mi aveva promesso Noemi all'ultima visita a 37 settimane, si siede sulla scala di casa nostra e si mette a fare la maglia: avevo una coperta per il bimbo da finire. Quando mi giro e la vedo indaffarata con i ferri, mi metto a ridere! L'ostetrica che fa la maglia! Alle 6.30 mi chiedono se possono visitarmi, e sono sempre a 9 cm, e il bimbo non è ancora pronto. Decidono che mi visiteranno di nuovo dopo 2 ore. Intanto il bimbo continua a muoversi con una trottola. Mi propongono di uscire dalla vasca, di muovermi, di mangiare e bere. Continuo a bere aranciata e a mangiare marmellata di mirtilli. Gisella e Chiara mi propongono diverse posizioni per aiutare il piccolo ad assumere una buona posizione. Gisella continua a farmi i massaggi sulla schiena. Mio marito non si allontana un secondo, sempre nei paraggi, io sento il bisogno che lui sia li con me. Intanto Noemi finisce la coperta e scherzando mi dice che il bimbo ora può nascere! Io sento delle vampate di caldo, Chiara arieggia la stanza, Gisella mi fa aria e Mite mi fa bere aranciata. Chiara inizia a farmi provare diverse posizioni, che male quando mi fa stare sulla scala con i piedi su due gradini differenti. Gisella mi chiede se mi può visitare. Dilatazione completa. Le ostetriche decidono di aspettare un ora in modo che il bimbo si posizioni, continuano a ricambiare l'aria nella stanza. Mi accorgo che piove. Mi chiedono se ho voglia di stare in piedi in modo che il bimbo scenda più facilmente. La situazione sembra tranquilla. Le ostetriche, conoscendo la mia volontà di non andare in ospedale, mi stimolano facendomi venire in mente che se la situazione non si sblocca occorre valutare un eventuale trasferimento (me lo dicono solo per attivarmi!). Alle 10.25 ecco che io e mio figlio ci decidiamo. Mi metto in piedi ed inizia la fase attiva. Inizio a spingere, che caldo! Mi accovaccio durante la contrazione. Nelle pause vedo Gisella ballare di gioia. Chiara davanti a me che mi fa forza, mi incoraggia. Gisella armata di specchio e torcia valuta il procedere del bimbo. Noemi che continua scrivere qualsiasi cosa sul nostro diario del parto (che bel ricordo)! 11.08 nasce la testa, che bruciore. Non mi lamento, va tutto bene così. Fa male, ma tra poco tutto è passato. 11.09 nasce! Piange subito! Lo accolgo subito tra le mie braccia. Mio marito, più stanco di me, si siede per terra e tira un sospiro di sollievo. Le ostetriche mi chiedono se abbiamo visto il sesso. Io si, mio marito dice di no. Allora gli dico: è Martino! Continua ad urlare, punteggio 10/10. Si calma quando lo avvicino al seno a 2 minuti dalla sua nascita. Si mette a ciucciare. Un emozione, un esplosione di gioia. Noi 3. La nostra famiglia. Grazie Chiara, madrina! Grazie a Gisella e Noemi! Mite si alza e mette la canzone di benvenuto per Martino “a modo tuo” di Elisa. Io e Martino non ci stacchiamo. Mi corico sul divano e lui continua a stare su di me. Alle 11.55 nasce la placenta. Martino tiene stretto il contenitore dove è adagiata la sorella placenta. Mi cuciono la lacerazione di 2° grado. Anche su quello, ottime ostetriche. Non sento nulla. Mite intanto cucina pasta con i funghi e mangiamo tutti insieme, tranne Noemi che scappa dopo il parto perchè sta per nascere un altra bimba. Mio marito taglia il cordone. Insieme alle ostetriche proviamo a stimare il peso di Martino. Vince Chiara, si avvicina di più al peso reale. Un frugoletto di 3210 g.

Ecco la nostra nascita. Un racconto semplice, ma un ricordo unico. Una galleria fotografia e uno scritto pieno di ricordi. Un pensiero meraviglioso. Il desiderio di riprovarci, sapendo che con delle compagne di avventura così non si può avere di meglio. Voi che ci siete state dall'inizio. Voi che avete reso tutto uguale a come me l'ero immaginata. Voi che fate un lavoro bellissimo, che avete un cuore grande, che riuscite ad esserci in questi momenti unici in modo silenzioso, che a piccoli passi entrate nelle nostre vite e nei nostri ricordi. Un grazie immenso va a Chiara, che mi ha accompagnata in questo percorso con gentilezza e presenza costante, senza il suo sostegno forse non ce l'avrei fatta. Ho ricevuto un grande aiuto anche per l'allattamento, Chiara mi ha sempre sostenuta e aiutata nonostante abbia avuto un inizio difficile ed inaspettato. Chiara è riuscita ad essermi accanto anche in quello, con passione e amore.

Ad un anno da quella bellissima esperienza ho solo ricordi positivi, un carico di emozioni fortissime e magiche. Un esperienza in cui i protagonisti siamo stati noi fin dall'inizio, con consapevolezza e voglia di farcela. Non potrò mai smettere di dire grazie a Chiara, Gisella e Noemi!

 
IN GRAVIDANZA CON L'OSTETRICA ACCANTO!

 

 

Quando in gravidanza "va tutto bene"...

...affidiamoci all'ostetrica!

 


Incominciamo a definire cosa si intenda per GRAVIDANZA FISIOLOGICA (o a basso rischio ostetrico), poichè non è detto che sia chiaro a tutti.

Ecco SaPeRiDoc come ci aiuta in 18 semplici "mosse" a capire se ci troviamo in una situazione di fisiologia (leggi normalità) o meno.

Per essere considerata in gravidanza fisiologica, la donna NON deve trovarsi (o essersi trovata precedentemente) in alcuna delle seguenti 18 situazioni:

ANAMNESI OSTETRICA (informazioni circa la o le gravidanze precedenti)

1. precedente morte endouterina fetale o neonatale

2. storia di tre o più aborti spontanei

3. precedente figlio con peso alla nascita <2500g

4. precedente figlio con peso alla nascita >4500gr

5. ipertensione o preeclampsia/eclampsia nella precedente gravidanza

6. pregressa chirurgia dell’apparato riproduttivo (miomectomia, resezione di setto uterino, conizzazione, cerchiaggio cervicale)

GRAVIDANZA ATTUALE

7. gravidanza multipla

8. età materna <16 anni

9. età materna >40 anni

10. isoimmunizzazione Rh nell’attuale o precedente/i gravidanza

11. perdite ematiche vaginali

12. presenza di massa pelvica

13. pressione diastolica uguale o maggiore a 90 mmHg

ANAMNESI GENERALE

14. diabete mellito insulino-dipendente

15. patologia renale

16. patologia cardiaca

17. abuso di sostanze (incluso alcool)

18. altre patologie

(fonte: www.saperidoc.it)

Se avete risposto di no a tutte le domande....semplicemente NON vi serve il dottore!!!!


...e presumibilmente starete cercando e contattando un'ostetrica che vi possa accompagnare attraverso i bilanci di salute nel percorso che porta alla nascita...

Come si svolge un bilancio di salute-tipo con l'ostetrica?


Durante la prima visita, che solitamente dura anche un'ora e mezza/due, si compila la cartella anamnestica che raccoglie tutti i dati della futura mamma (anamnesi familiare, ginecologica, ostetrica remota ed attuale) che possono fornire utili indicazioni all'ostetrica per valutarne la salute ed i fattori di rischio ("perché ho sempre sostenuto che la gravidanza a basso rischio e' competenza dell' OSTETRICA " dice mamma Paola"),dopodiché si procede al controllo.

Si parla, spesso si parla molto ("perchè l' Ostetrica sa ASCOLTARE e quando stai bene non serve altro", dice mamma Greta e "perché la gravidanza il parto e il post parto se tutto è nella norma e si è in salute sono una cosa naturale e si ha bisogno prima di tutto di essere accompagnate da una professionista che ti offra ascolto empatia fiducia..." dice mamma Gloria).
E' importante conoscersi, entrare in sintonia e in confidenza reciproca, imparare a fidarsi una dell'altra (" era l'unica scelta che potevo fare, era la mia ostetrica di fiducia, la più competente in ambito di fisiologia di gravidanza e sapevo che avrebbe salvaguardato e promosso la salute mia e dei miei bambini come nessun altro poteva fare", dice mamma Chiara) .Ciò avverrà poco alla volta, mese per mese, e permetterà di comprendersi con un'occhiata. L'ostetrica impara elementi importanti del vissuto della futura mamma, impara a comprenderne emozioni, reazioni e sensazioni e ciò le servirà in travaglio per sostenerla al meglio grazie ad un'assistenza personalizzata, cucita sulle sue necessità ("Sapevo che solo un'ostetrica avrebbe capito a fondo le mie esigenze e quelle del mio bambino senza invadere la mia intimità e senza giudicare le mie scelte." dice mamma Alice). La futura mamma impara a fidarsi della sua ostetrica ed entrare in confidenza con colei che probabilmente avrà l'onore di assistere insieme al futuro papà alla nascita del bambino. Si tratta di una relazione e di un legame che possono diventare anche molto forti e che davvero potrebbero aiutare la futura mamma durante la nascita, perciò va coltivato per benino, giorno per giorno ("per una prossima eventuale gravidanza mi farò seguire da un'ostetrica piena di energia che mi sostenga, come donna, come guida e che mi tenga la mano perché il percorso della gravidanza lo devo fare io, con le mie forze e sceglierò di partorire a casa nell'intimità di un ambiente che conosco, magari dopo un bagno nella mia vasca da bagno, all'alba nel mio soggiorno quando la luce sfiora i tetti delle case. " dice mamma Claudia).

Si valuta il ben-essere della futura mamma a 360°: la donna non è solamente un utero dentro al quale controllare che il bambino cresca secondo delle tabelle ("credo che se le donne iniziassero a rivolgersi alle ostetriche quando si accorgono di essere incinte, ci sarebbe una riduzione statisticamente importante della medicalizzazione di gravidanza e parto. evviva le ostetriche “, dice mamma Clara)!!!
E' importante parlare della qualità del sonno, indagare sugli eventuali risvegli, sui sogni, su come ci si sente al mattino...ed eventualmente aiutare la donna attraverso i rimedi naturali.
Si valutano insieme le abitudini alimentari, l'ostetrica può anche consigliare riguardo l'alimentazione e attraverso di essa si possono alleviare alcuni disturbi legati alla gravidanza quali nausea, acidità di stomaco e reflusso gastroesofageo. Insieme all'alimentazione si valuta l'aumento ponderale in relazione alla BMI materna pregravidica, valutando l'aumento di peso considerato adatto a quella donna in quella gravidanza, che ovviamente non è standard nè uguale per tutte.
Si valuta anche la funzionalità intestinale e si valutano insieme alcuni rimedi, spesso solamente alimentari, ma comunque naturali, per garantirne la regolarità.
Si controlla la funzionalità renale e vescicale e quindi l'apporto di liquidi durante la giornata, con un occhio di riguardo ad arti superiori ed inferiori per controllare l'eventuale comparsa di edemi o ritenzione idrica.
Si dedica ampio spazio al vissuto della gravidanza, alle emozioni. E' giusto dare un nome ad esse e legittimarle, poichè in gravidanza la futura mamma si troverà ad avere una nuova emotività e un'aumentata sensibilità che per alcune potrebbero non essere facilmente accettate o potrebbero essere vissute come qualcosa da celare, specie al partner e a chi le sta intorno. E' importante che egli sia presente e riconosca la delicatezza del momento per accoglierla e sostenerla!

"Proprio per questo per la terza figlia ho deciso di scegliere l'assistenza dell'ostetrica, che si è rivelata una figura che in primo luogo ascolta la donna/mamma, le dedica tempo per valutare, oltre ai dati strettamente clinici, il benessere generale, se ne "prende cura" in tutti i sensi. " dice mamma Chiara

Quindi si passa ai controlli clinici: rilevamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca materna, manovre di Leopold(con le quali di valuta la posizione del bambino in pancia) e misurazione del pancione  per valutare la posizione del bambino, stimare la quantità del liquido amniotico, valutare i movimenti attivi fetali e controllarne l'accrescimento in relazione alla settimana di gestazione e rilevamento del battito cardiaco fetale attraverso l'apparecchio doppler o lo stetoscopio ostetrico.

misurazione sinfisi-fondo


Attraverso queste semplici ma importantissime e non invasive manovre, l'ostetrica è in grado di valutare il benessere e l'accrescimento del bimbo e quindi il fisiologico progredire della gravidanza.
Se l'ostetrica lo ritenesse utile, se vi sono indicazioni cliniche o anamnestiche, può anche chiedere alla donna di far pipì sopra ad una striscia reattiva in grado di rilevare la presenza di alcune sostanze nelle urine in grado di fornirci dettagli sullo stato di salute materno (ad esempio la presenza o meno di proteine, ma non solo).
Da tutti i dati raccolti e dai risultati delle analisi su sangue e urine e dalle tre ecografie (per le quali verrete indirizzate all'ospedale di riferimento o al ginecologo di riferimento), l'ostetrica è in grado non solo di valutare lo stato di salute di madre e figlio, ma anche di accorgersi per tempo se qualcosa si stia discostando dalla fisiologia, valutando così l'evenienza di consultare il medico specialista ("Prima non sapevo che una gravidanza fisiologica potesse essere seguita solo da un'ostetrica. ..ora che ne sono consapevole, così come di tante altre cose, preferisco evitare il ginecologo se non necessario. Ad ognuno il proprio mestiere!" dice mamma Francesca).

Ordunque andiamo a vedere che cosa preveda il nostro Sistema Sanitario Nazionale in tema di controlli ematochimici ed ecografici che la vostra ostetrica potrà indicarvi (dei quali potrete chiedere prescrizione su ricetta rossa al vostro medico mutualista o medico di famiglia) e successivamente analizzare e valutare insieme a voi spiegandovi di cosa si tratti e che informazioni ci portino circa l'andamento della gravidanza e il benessere vostro e del nascituro:

Esami esenti ticket in gravidanza

(G.U. 20/10/1998)



Prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza fisiologica, escluse dalla partecipazione al costo
All'inizio della gravidanza, possibilmente entro la 13a settimana, e comunque al primo controllo:90.62.2 EMOCROMO: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV., F. L.H  90.65.3 GRUPPO SANGUIGNO ABO e Rh (D), qualora non eseguito in funzione preconcezionale,90.09.2 ASPARTATO AMINOTRANSFERASI (AST) (GOT) (S)90.04.5 ALANINA AMINOTRANSFERASI (ALT) (GPT) (S/U)91.26.4 VIRUS ROSOLIA ANTICORPI: in caso di IgG negative, entro la 17A settimana91.09.4 TOXOPLASMA ANTICORPI (E.I.A.): in caso di IgG negative ripetere ogni 30-40 gg. fino al parto91.10.5 TREPONEMA PALLIDUM ANTICORPI (Ricerca quantit. mediante emoagglutin. passiva) (TPHA): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner91.11.1 TREPONEMA PALLIDUM ANTICORPI ANTI CARDIOLIPINA (Flocculazione) (VDRL) (RPR): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner91.22.4 VIRUS IMMUNODEF. ACQUISITA (HIV 1-2) ANTICORPI90.27.1 GLUCOSIO (S/P/U/dU/La)90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO88.78   ECOGRAFIA OSTETRICA (datazione ndr)90.49.3 ANTICORPI ANTI ERITROCITI (Test di Coombs indiretto): in caso di donne Rh negativo a rischio di immunizzazione il test deve essere ripetuto ogni mese; in caso di incompatibilità AB0, il test deve essere ripetuto alla 34a-36° settimana.

Tra la 14a e la 18a settimana:90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)
Tra la 19a e la 23a settimana:90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO..(*)88.78 ECOGRAFIA OSTETRICA (morfologica ndr)
Tra la 24a 27a settimana:90.27.1 GLUCOSIO (S/P/U/dU/La)90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)
Tra la 28a e la 32a settimana:90.62.2 EMOCROMO: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV., F. L.90.22.3 FERRITINA (P/(Sg)Er): in caso di riduzione del volume globulare medio90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)88.78 ECOGRAFIA OSTETRICA (accrescimento o biometrica ndr)
Fra la 33a e la 37a settimana91.18.5 VIRUS EPATITE B ŒHBV© ANTIGENE HBsAg91.19.5 VIRUS EPATITE C (HCV) ANTICORPI90.62.2 EMOCROMO: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV., F. L.90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)91.22.4 VIRUS IMMUNODEF. ACQUISITA (HIV 1-2) ANTICORPI in caso di rischio anamnestico
Tra la 38a e la 40a settimana90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)
Dalla 41a settimana88.78   ECOGRAFIA OSTETRICA: su specifica richiesta dello specialista75.34.1 CARDIOTOCOGRAFIA: su specifica richiesta dello specialista; se necessario, monitorare fino al parto______________________________

(*) In caso di batteriuria significativa
90.94.2 ESAME COLTURALE DELL'URINA (URINOCOLTURA) Ricerca completa microrganismi e lieviti patogeni. Incluso: conta batterica.

Il bilancio di salute, mano a mano che ci si avvicina alla data stimata per la nascita, diventa anche occasione per affrontare insieme i vari temi legati al parto ("per avere garantito il diritto alla scelta nel mio secondo parto." dice mamma Ilaria), dalla preparazione del pavimento pelvico, alla valigia per la degenza in ospedale ( se si sceglie di partorire in ospedale), alle cose utili durante il travaglio, fino ad argomenti più "caldi" come il travaglio, il parto, il dolore e i vari rimedi che abbiamo a disposizione per affrontarlo e gestirlo al meglio cavalcandone la forza anzichè esserne travolte, per farne un potente alleato verso una nascita sicura e sana ("aiuta la donna a non subire la gravidanza e il parto, ma a viverli in modo attivo, facendo luce sulle potenzialità intrinseche del corpo femminile e valorizzandole, accompagnando la donna ad una maggiore consapevolezza di sè, al fine di esercitare pienamente il diritto di scelta sul proprio percorso nascita." dice mamma Chiara).
Ma si può cominciare anche ad introdurre i temi legati al post-parto, ovvero cosa aspettarsi dopo, come mantenere la propria igiene personale, consigli utili per l'allattamento e la cura del neonato.


Qualora la futura mamma e il futuro papà scegliessero di partorire a casa, dopo la 37esima settimana i controlli si intensificheranno con cadenza settimanale e si preparerà la casa attrezzandola con ogni supporto che possa essere utile ("da sempre penso che la gravidanza sia un momento della vita della donna naturale, fisiologico e visto che la donna è stata "programmata" per partorire e il bimbo per nascere, ho sempre immaginato il parto in casa, quindi da qui la scelta delle ostetriche che mi stanno seguendo dall'inizio della mia prima gravidanza" dice mamma Luana).


Ringrazio la collega EMANUELA ROCCA per il bell’articolo scritto che riassume in maniera chiara il ruolo dell’ostetrica durante la gravidanza…una guida sicura, un punto di riferimento professionale che considera che mamme è il suo bambino il centro dell’assistenza.

 

 


 

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